18 aprile 2018

Foto e viaggi: quanto ricordate dei luoghi visitati durante i vostri viaggi ? Un test tra Mosca e San Pietroburgo


Qualche anno fa ci trovavamo su un autobus che percorreva Prospettiva Nevskij a San Pietroburgo; due attempate signore spagnole sono in difficoltà visto che cercano di spiegare alla bigliettaia , ma con scarsi risultati, che vorrebbero scendere vicino a San Basilio per tornare al loro hotel. La bigliettaia russa non capisce lo spagnolo e allora ci tocca aiutarle, rammentando loro che San Basilio sta a Mosca e non a San Pietroburgo e che forse il loro hotel si trova vicino alla Chiesa del Salvatore sul Sangue versato.
Questo aneddoto ci ha dato lo spunto per proporre ai nostri amici viaggiatori un semplice test fotografico per verificare se alcuni particolari strettamente legati alle città visitate ci siano, con il passare dei mesi rimasti in mente, o se con l'aggiungersi di nuovi itinerari e scoperte, non ricordiamo addirittura neanche di averli visti.
Cercate di individuare tra le coppie di foto proposte la corretta ubicazione tra Mosca e  San Pietroburgo.
Il test potrebbe risultare utile anche per chi sta programmando futuri viaggi verso queste due metropoli. La soluzione verrà data in questo stesso spazio entro il mese di aprile.




La prima coppia riguarda l'arte e due famosi dipinti che si trovano l'uno al Museo Russo a San Pietroburgo e l'altro alla Galleria Tretyakov a Mosca. Date le loro dimensioni, è assai difficile che passino inosservati; inoltre le due opere hanno per protagoniste due donne, di epoche molto diverse ma accomunate entrambe da una forte convinzione sul loro operato. Una delle due si salverà sconfiggendo il comune pregiudizio.
L'altra caparbiamente non si piegherà alle imposizioni e subirà dure conseguenze.
Vogliamo aiutarvi: una si chiama Frine e l'altra Morozova.






Passiamo adesso all'architettura e alle belle cupole russe caratterizzate da colori sgargianti e da accostamenti a prima vista assai arditi ma che in realtà rispettano per forme e colori i canoni tradizionali della Chiesa ortodossa.
Qui a destra trovate due immagini realizzate con lo zoom: una è relativa alla Cattedrale di San Basilio che si affaccia sulla Piazza Rossa a Mosca e l'altra è stata scattata presso la Chiesa-museo del Salvatore sul Sangue versato a San Pietroburgo. Riuscite a collocarle nella giusta città ?










La terza coppia di immagini prende spunto da un personaggio di primo piano della storia russa: lo zar Pietro il Grande.
Diversi scultori si sono cimentati nel rappresentare il fondatore della città che porta il suo nome: ecco allora lo zar carpentiere, lo zar come condottiero romano, lo zar che cavalca una creatura marina ecc.
La statua più simbolica e meta obbligata per turisti e novelli sposi, rimane tuttavia quella di Falconet , nota come"cavaliere di bronzo". Nel nostro collage trovate invece due tra le statue più discusse. Una si trova a San Pietroburgo e l'altra a Mosca: sono l'una l'opposto dell'altra , anche in fatto di dimensioni.
Entrambe sono poco amate dai cittadini russi, pur essendo entrambi gli autori molto noti e apprezzati per numerose altre opere, disseminate in tutta la Federazione Russa.
Anche stavolta, dovrete ricordare dove effettivamente sono ubicate queste sculture. 








Ed eccoci all'ultima coppia di immagini: una rappresenta ancora lo zar Pietro il Grande attorniato da vari personaggi e l'altra vede un solo personaggio, in giro per la città con una cartellina sottobraccio e con indosso impermeabile e cappello.
Chi ha passato poco giorni a Mosca o a San Pietroburgo potrebbe anche non aver mai incontrato nessuna delle due composizioni. In tal caso potrebbe rimediare alla mancanza in un successivo viaggio. Chi deve partire prenda comunque nota.
Chi invece ha incontrato entrambe le composizioni sarà in grado di indovinarne senza sforzo la corretta ubicazione inclusi i nomi dei soggetti rappresentati.





Buon divertimento e buona ricerca !

10 aprile 2018

Della lingua russa: i vantaggi di conoscere l'alfabeto cirillico prima di un viaggio a Mosca e a San Pietroburgo.


Baška tablet
Tavola di Baška, in alfabeto glagolitico scoperta in Croazia
Accademia delle Scienze e Arti, Zagabria
Sono in molti ancora, a credere che la lingua russa sia difficile in quanto associata ad un astruso alfabeto ideato parecchi secoli fa (855 d.C) da due dotti fratelli poi dichiarati santi, chiamati l'uno Costantino ( che in tarda età prenderà il nome di Cirillo) e l'altro Metodio. Errata convinzione questa, visto che l'alfabeto glagolitico ideato dai due fratelli nati a Tessalonica in terra greca ma in perenne cammino, ha subito nei secoli modifiche e semplificazioni  già dai tempi di Pietro il Grande (1708-1710), mentre un'altra semplificazione è avvenuta subito dopo la Rivoluzione di Ottobre e applicata poi su tutto il territorio sovietico a partire dal gennaio del 1918.

Non c'è dubbio che Cirillo in particolare fosse una persona di notevole cultura:basta pensare che oltre al greco era in grado di esprimersi usando sia i dialetti slavi, ma anche il siriaco, l'ebraico e l'arabo. Fu probabilmente dietro suggerimento del suo precettore Fozio ma soprattutto dietro precisa richiesta dell'imperatore bizantino Michele III, che egli si dedicò insieme al fratello nell'arduo compito  di evangelizzare vari popoli slavi, facendo abbandonare loro riti arcaici e credenze pagane. Per ottenere il risultato Cirillo aiutato dal fratello e da alcuni discepoli  fornirono a tali popolazioni un supporto alfabetico adatto ai loro diversi idiomi basati essenzialmente sulla lingua parlata. In realtà il progetto iniziale trovò vari ostacoli e l'idea di far leggere le Sacre scritture in lingue diverse dalle cosiddette lingue sacre (latino, ebraico e greco) venne considerata quasi un'eresia per quel tempo, tanto che alcuni seguaci dei due monaci messi in catene a Venezia, vennero poi imbarcati come schiavi. L'obiettivo tuttavia venne realizzato in tempi successivi dai discepoli di Cirillo che a partire dall'antico impero bulgaro, irradiarono tra i paesi slavi tali strumenti linguistici di pari passo con il loro credo. Tuttavia forse per ricompensare Cirillo per aver riportato a Roma le spoglie di S.Clemente, papa Adriano lo accolse festosamente e consentì addirittura che venisse officiata una funzione con questa "nuova lingua" in S.Maria Maggiore. 
Non molto tempo dopo Cirillo a soli 42 anni moriva :si trovava a Roma ed era il 14 febbraio dell'anno 869. Metodio morirà molti anni dopo  nell'885.
Non vi è dubbio che quella che a prima vista era da considerare essenzialmente un'opera di evangelizzazione, si tramutò nel tempo in una rivoluzione linguistica sociale che consentì l'amalgamarsi di popoli e di culture assai diverse, ma soprattutto permise di raccogliere storie e cronache dei tempi passati ma anche miti e leggende che altrimenti sarebbero andate perdute con il susseguirsi delle generazioni.


Monumento dedicato a Cirillo e Metodio a Mosca (Kitaj-Gorad)
Basterebbe andare alla ricerca delle numerose statue monumentali erette in memoria dei fratelli Cirillo e Metodio , per comprendere oggi la valenza simbolica che tali personaggi hanno avuto nella cultura di numerose popolazioni. Ne troverete a Sofia, a Praga, a Kiev e a Odessa. 
Poi ancora a Pasargik in Bulgaria, ben sei ne sono state erette nella Repubblica Ceca, in particolare nella regione Moravia; due monumenti si trovano nella Repubblica di Macedonia. Nel territorio russo se ne contano ben sei , sparse tra Mosca, Murmansk, Kolomna, Saransk nella repubblica di Mordovia . L'ultima l'abbiamo scoperta a Khanty Mansiisk capitale nell'omonimo territorio autonomo.

Quello che forse pochi sanno è che Cirillo e Metodio sono stati sepolti a Roma presso la basilica di San Clemente. Ad essere pignoli, dei resti di Cirillo nella cappella a lui dedicata c'è rimasta una porzione assai esigua delle reliquie , ritrovate dopo molti sforzi dai padri Domenicani irlandesi che si occupano della gestione dell'antica basilica romana. Se ci si trova invece in qualcuno dei territori sopra indicati il 24 del mese di maggio si potrà partecipare ad una festività assai originale con cerimonie assai diverse che alcuni definiscono come festa dell'alfabeto cirillico. Cirillo e Metodio hanno poi un'altra qualità straordinaria: sembrano unire chiese e religioni diverse, essendo festeggiati pur se in giorni diversi da cattolici, ortodossi, luterani ed anglicani. A completamento del nostro breve excursus andrebbe citato l'evento del 1980, allorquando il pontefice Paolo II elevò Cirillo e Metodio a "compatrioti d'Europa" (insieme a S.Benedetto da Norcia) definendoli "anelli di congiunzione tra i popoli .. la cui opera ha contribuito nel creare un ponte spirituale tra tradizione occidentale ed orientale".
Tornando al presente sarà bene rammentare che la lingua russa ed il suo alfabeto è impiegato dai 138.000.000 di abitanti della Federazione Russa ma se si comprendono tutti gli utilizzatori nel mondo si arriva alla cifra di 265.026.130 .Se vi interessano le lingue, esplorate con calma, dopo aver letto questo post , le pagine del sito di Ethnologue dove tra l'altro troverete che oggi le lingue parlate nel mondo sono 7.097 ma che solo nel territorio di Papua Nuova Guinea si utilizzano ben 841 lingue e non manca la nota dolente: un terzo delle lingue sono a rischio di estinzione.

Per coloro che per ragioni e motivazioni diverse intendono recarsi non nella babele di Papua Nuova Guinea ma in luoghi dove si usa principalmente la lingua russa e l'alfabeto cirillico, il nostro suggerimento è di dedicare qualche ora al giorno nelle settimane che precedono la data di partenza per riuscire a decifrare poi sul posto nomi di strade, indicazioni per musei e ristoranti, tabelle dei mezzi di trasporto e direzioni all'interno delle metropolitane benchè ormai sia d'uso comune lo speaker in lingua inglese. Qui a destra una comune insegna in corsivo cirillico di un classico negozio di generi alimentari. Solo la "O" e la "K" mantengono la dizione italiana.


Con un po' di impegno si riuscirà ad individuare a San Pietroburgo, in una piazzetta dotata di bella fontana un bel monumento dedicato a Nikolaj Michajlovič Prževal'skij, intrepido esploratore con gli stessi baffoni di Stalin ma dotato anche di cammello.Si potrà anche individuare in uno dei tanti cimiteri e necropoli divenuti musei, qualche personaggio di una certa fama, specie se si intende andare alla ricerca di letterati come Turgenev o di poeti come Blok e l' Akhmatova (a Kamarovo verso il Golfo di Finlandia). Non mancano certo i grandi compositori russsi (cercate a titolo di esercizio la tomba di Mussorgsky nel cimitero Tichvin a San Pietroburgo...) ma potrete cimentarvi anche con ballerine,(Shelest) matematici (Eulero)o  valenti architetti italiani (Trezzini e Karl Rossi). Dovrete tuttavia armarvi di pazienza per poter individuare nel monastero Donskoj a Mosca, qualche decabrista giustiziato o l'autore di Arcipelago Gulag: Alexandr Solzhenitsin. Più facile è trovare a San Pietroburgo la gigantesca figura di Lomonosov uno degli scienziati emeriti dell'Accademia delle Scienze Russe e poi forse per caso vi capiterà di leggere il breve epitaffio di uno dei tanti caduti  sepolti nei luoghi più impensati - tra i boschi , in prossimità di laghi e giardini, in molte località russe.Mentre camminate osserverete delle scritte assai colorate: si tratta della cosiddetta Asphalt Reclam, efficace e poco costosa. Provate a decifrarne qualcuna, fotografatela e poi traducetela quando sarete a casa. Gli smartphone possono darvi una mano !


Targa stradale a San Pietroburgo...per veri esperti
 Ma come vedrete negli esempi che vi abbiamo preparato, occorre un po' di impegno e purtroppo c'è chi preferisce usare il corsivo, chi ama i ghirigori barocchi e chi obbligato dalle misure standard ama semplificare contando sul fatto che i cittadini - non certo i turisti, sanno bene come interpretare quella targa a prima vista illeggibile.
Di seguito troverete alcuni link selezionati per approfondire il tema della lingua russa e del suo alfabeto; anche You tube offre molto materiale su questo tema: selezionate quello che si addice alle vostre necessità.
Potreste iniziare con il corso di Anna:
https://youtu.be/SHQeuNlcbVI
Questi alcuni link per approfondire o scoprire qualche curiosità sull'argomento:
-alfabeto cirillico
-alfabeto russo con fonetica
-il cirillico salvato da Stalin
-Il viale dei Glagoliti a Hum : un'escursione in territorio Croato alla scoperta della cittadina più piccola al mondo e di un viale assai inusuale con monumenti dalle forme dell'alfabeto glagolitico.
-Il cirillico nelle Repubbliche post sovietiche


23 gennaio 2018

Si fa presto a dire turbante....in India con Mark Hartman alla scoperta delle tradizioni Sikh

"...disponibili, allegri, curiosi come scimmie, 
con tutti gli strumenti dell'intelligenza pronti all'uso, voraci, goderecci e spietati.."
Pier Paolo Pasolini        L'odore dell'India 

Mark Hartman è un fotografo e regista americano che vive a New York.
Mark ha realizzato vari progetti in giro per il mondo che si caratterizzano per l'originalità dei suoi scatti. Le immagini diffuse su numerose riviste internazionali tendono a cogliere aspetti particolari e distintivi degli abitanti di luoghi diversi del pianeta.
Questo video realizzato in India racconta la vita di un adepto della tradizione religiosa Sikh e mostra la particolare importanza che il turbante svolge nella vita del protagonista del video.
Se non sapete nulla del Sikhismo , cliccando nel termine linkato trovate qualche nota da Wikipedia.
Chi volesse vedere altri filmati e foto di Mark può visitare subito il suo sito web .
Per capire perchè il turbante per i Sikh è un segno di libertà leggete l'articolo di questo sito che vi svelerà la particolare valenza culturale di tale copricapo.
Volete incontrare dei Sikh ? Molti vivono da tempo e lavorano in Italia specie dove vi siano da gestire fattorie e animali. Secondo un articolo della BBC sono loro che hanno salvato la produzione del nostro amato Parmigiano. Nessuno parla dei loro riti benchè siano stati eretti anche numerosi  Gurdwara : gli edifici di culto dedicati al sikhismo sparsi ormai in tutta la penisola .Se pensavate invece ad un viaggio in India dovrete dirigervi nella regione del Punjab dove i Sikh rappresentano il 60% della popolazione; ne troverete infatti oltre 15 milioni.
Per la fase preparatoria ad un futuro viaggio, due libri pubblicati nel 1962 a seguito di un viaggio in India realizzato da tre scrittori ben noti, possono essere di una certa utilità per capire come ognuno di noi veda e descriva il mondo in maniera diversa, talvolta diametralmente opposta. Ne suggerisco anzi la lettura a tutti coloro che scrivono diari e blog di viaggio. I libri sono " Un'idea dell'India scritto da Alberto Moravia  e "L'odore dell'India scritto da Pier Paolo Pasolini; a tale viaggio aveva partecipato anche Elsa Morante, all'epoca consorte di Moravia ma le sue impressioni di viaggio restarono forse nei suoi diari.
Se poi pensate di non sapere quasi nulla di questo paese né  di cosa stia accadendo a quelle latitudini, la lettura di "L'elefante ha messo le ali" ovvero l'India del XXI secolo scritto da Antonio Armellini per la casa editrice UBE (Bocconi) , colmerà questa vostra lacuna. (Potrete scaricare da Amazon per pochi euro tutti i libri citati ).
Buon viaggio !


14 gennaio 2018

Benvenuti a Mosca: caotica, avviluppante, sorprendente metropoli tutta da scoprire.


Riprendiamo dopo la pausa festiva i nostri post augurando a tutti i lettori un proficuo 2018 ricco di gioie ma soprattutto di piacevoli scoperte a pochi km da casa o agli antipodi.

Per chi ha già letto i nostri precedenti articoli riguardanti in particolare San Pietroburgo e dintorni, ci fa piacere informare che i nuovi post riguarderanno soprattutto la capitale Mosca. Trovandoci in questa metropoli del nord che conta 12.380.664 abitanti (con i sobborghi 15.512.000), ci sembra opportuno dedicare i nostri sforzi per far conoscere meglio questa metropoli del nord.
I vecchi stereotipi di climi e temperature resistono nonostante abbiano poco a che fare con la realtà attuale: nel periodo natalizio le temperature a Mosca si sono mantenute su valori positivi inoltre anche la neve si è vista di rado a fine 2017. Chi si allontana dall'area del Cremlino non può non stupirsi  quindi della miriade di condizionatori visibili all'esterno delle facciate degli edifici. Giunti a Mosca in settembre ci hanno accolto cieli azzurri e una temperatura di 27° C , assai piacevole per esplorazioni a piedi o con la efficientissima metropolitana, che ha favorito le escursioni verso le numerose aree verdi , ignote non solo ai turisti ma anche ai moscoviti.
Vi invitiamo quindi a seguirci nelle nostre esplorazioni, sia qui a nord, ma anche attraverso i nostri voli pindarici , con ali più robuste di quelle di Icaro o con altri mezzi di locomozione.
Speriamo di offrirvi come sempre spunti per ampliare le vostre conoscenze, suggerimenti per scoprire luoghi, personaggi e storie curiose o poco note ma fondamentalmente provare ancora stupore e meraviglia apprezzando la diversità ancora visibile in tante parti del mondo.
Gennaio non è certo un mese considerato ideale per andare a zonzo in Russia, tuttavia Mosca è ancora agghindata a festa e palazzi, centri commerciali ma anche ponti, giardini e grandi monumenti sono sfavillanti di luci. Tanti passeggiano lungo la Tverskaya illuminata da mille luci in forma di coppe di champagne, altri preferiscono percorrere per intero i giardini Nikitinsky, dove gallerie luminose consentono di scattare foto inusuali e ammirare le foto dei numerosi siti naturali della Russia. Ancora a metà gennaio per i russi la festa non è finita e grandi alberi natalizi dalle inusitate dimensioni sono sparsi ovunque nella città e non c'è piazza che non sia presidiata da colossali alberi di natale dagli straordinari giochi di luci e colori che invitano ad uscire dalle case fin troppo riscaldate. Se quindi avete visitato San Pietroburgo in estate, suggeriamo di provare Mosca in inverno: abbandonate per una volta lenticchie e cotechino e passate la notte di Capodanno insieme alle migliaia di cittadini russi che allo scoccare della mezzanotte brindano sulla Piazza Rossa o al Parco Gorkji in attesa degli sfavillanti giochi d'artificio e se siete in grado, lanciatevi lungo gli anelli ghiacciati delle piste di pattinaggio all'aperto del centro espositivo detto VDNK.
Cercando sul web si troveranno numerosi filmati riguardanti Mosca, noi ne abbiamo scelto uno da Vimeo che meglio di altri ne rappresenta in una manciata di secondi la grandiosità ma anche un aspetto messo poco in rilievo dai nostri media: la sua propensione al futuro. Quella spinta in avanti che nelle nostre città, a partire da Roma sembra non esistere ( qualcuno direbbe anzi che sembra innestata da tempo la retromarcia). Eccovi il link dello spettacolare video realizzato da Timelab con l'ausilio di droni professionali

https://vimeo.com/240910267 

Felice 2018 !

26 agosto 2017

Da San Pietroburgo a Mosca in treno ma con l'auto al seguito: un servizio poco noto a chi vive e lavora in Russia


Come avranno sperimentato molti espatriati, in terra russa, senza una discreta conoscenza del cirillico, il reperimento di informazioni, utili a chi vive all'estero, diventa talvolta una vera caccia al tesoro.
La complessità distingue molti siti web russi inclusi quelli dei musei più visitati come quello dell' Hermitage che deve fare i conti anche con vari cloni e quello di Tsarkoe Selo da consultare se si intende visitare il Palazzo di Caterina II a Pushkin. Negli ultimi anni abbiamo tuttavia assistito ad una graduale internazionalizzazione delle pagine online che hanno aggiunto contenuti anche in inglese; tuttavia a giudicare dal numero di quesiti  leggibili sui portali dedicati ai viaggi, come Trip advisor, possiamo dire che ci sia ancora molto da fare per ottenere uno standard accettabile di leggibilità, mentre ancora arduo risulta il reperimento delle informazioni, necessarie al viaggiatore internazionale non dotato di idioma russo.
Tra i siti web più ricchi di dati e informazioni, quello delle ferrovie russe note con l'acronimo RZD non si distingue certo per essere "user friendly", nonostante tale ente, tra i più innovativi e aperti al cambiamento, abbia già da tempo introdotto l'opzione della lingua inglese per facilitare l'acquisto di biglietti online. Oggi varie app consentono di acquistare biglietti ferroviari tramite smartphone e tablet, ma le traduzioni per chi usa il pc  risultano attivabili solo per un numero limitato di pagine.
In questo post ci siamo posti un quesito mettendoci nei panni di un utente non dotato di lingua russa che debba recarsi in viaggio tra San Pietroburgo e Mosca e debba quindi raccogliere le informazioni a lui necessarie.

Come evitare un viaggio in auto di 9 ore e un percorso di 720 km tra San Pietroburgo e Mosca ?
I turisti che viaggiano tra San Pietroburgo e Mosca hanno da tempo sperimentato l'efficienza delle ferrovie russe e la comodità del treno rapido Sapsan che in circa 4 ore copre i 720 km che separano le due metropoli.
Chi invece vive o lavora in queste due città e che per qualsivoglia ragione voglia utilizzare nel luogo di destinazione la sua auto, evitando però il lungo viaggio,  come può farla trasportare ? 
Avendo appurato che il costo con un'autotrasportatore risulta assai oneroso, supponiamo che si ponga questa  semplice domanda:

Posso trasportare un'auto su un treno russo ?

Mettiamo il caso che sappiate solo poche parole in russo e abbiate deciso di fare una ricerca nelle pagine delle ferrovie RZD, tradotte dal cirillico nel più familiare inglese. Trovereste solo un messaggio nella sezione Media circa l'esistenza di tale utile servizio e poi nulla di altro.

Noi vi confermiamo che tale possibilità esiste anche se è di recente introduzione per i mezzi privati. Purtroppo però le informazioni su questo servizio particolarmente attivo tra San Pietroburgo e Mosca, si trovano solo nelle pagine online delle RZD scritte in lingua russa.

Come individuare allora le pagine relative al trasporto treno+auto e tradurle in italiano ?
Ovviamente se talvolta prendete questi casi per una sfida alla vostra capacità di saper usare tutte gli strumenti a voi noti e i molteplici sistemi di traduzione offerti da browser e motori di ricerca, vi scontrerete tuttavia con le logiche non sempre logiche di chi gestisce tali sistemi assai complessi.
Se quindi partite dall'idea di agire ad intuito e cliccare là dove trovate l'immagine di un'auto, vi troverete subito fuori strada o per meglio dire fuori binario.
La logica russa vuole che voi clicchiate alla voce  Пассажирам cioè "Passeggero" e poi dopo essere scesi in basso nella pagina dei contenuti, a sinistra finalmente troverete la voce: Путешествуйте с автомобилем   che si traduce con  "viaggiate con l'auto"; cliccate e nella pagina successiva scorrete fino a trovare la tratta di vostro interesse ovvero: Mosca-San Pietroburgo.                          

Il sistema più rapido !

Abbiamo fatto varie prove per semplificarvi le cose ed eccovi servito il modo migliore e il più rapido: ponete il puntatore del mouse sulla casella di ricerca (поиск), in alto a destra nel sito delle RZD e digitate semplicemente questi magici numeri :30/29 .

Otterrete una pagina con tutte le informazioni relative al treno che è identificato con questo numero e che trasporta le auto dei passeggeri tra San Pietroburgo a Mosca.
Facendo poi tradurre l'intera pagina in italiano (ad esempio da Webpage translation, se usate Firefox, o da Google) saprete che un viaggiatore che parte da San Pietroburgo in treno, dalla stazione Moscovsky, magari viaggiando con il treno rapido Sapsan , può far trasportare la propria auto fino a Mosca (stazione Leningradsky) presentandosi il giorno prima entro le 17,00 (il treno partirà alle 22,11) sulla banchina di accesso speciale ubicata a Poltavskaya ulitsa. 9,  non lontano dalla stazione ferroviaria. 
In questa stessa via, oltrepassato un passaggio a livello, andrete su un basamento, tramite una scaletta nascosta ed entrerete nella prima porta: qui si trova una biglietteria dedicata al trasporto auto, con delle gentili signore abbigliate con la divisa delle ferrovie russe. Dovrete portare con voi i documenti dell'auto e naturalmente il vostro passaporto; occorre una procura invece se non sarete voi stessi a ritirare l'auto. Il costo del trasporto varia in funzione del peso dell'automezzo:se non supera i 1500 kg pagherete 9.914,60 rubli, mentre se siete al di sopra pagherete 12.401,30 rubli.( tariffe di agosto 2017).L'auto viaggia con un treno notturno e giungerà, a Mosca alle 5,49. Voi potrete ritirarla senza oneri aggiuntivi dalle 6,30 alle 19,00 dello stesso giorno. Se tuttavia amate viaggiare di notte allora i prezzi potrebbero risultare più convenienti soprattutto se vi sono più passeggeri. Ulteriore bagaglio può essere posto dentro il bagagliaio dell'auto ma vi verrà ispezionato per escludere merci non consentite, prima della partenza. Inoltre l'auto non deve avere problemi: escluso quindi spedire auto con problemi meccanici o con l'abitacolo usato come pollaio. Prima del trasbordo sul treno inoltre la vostra auto verrà fotografata: serve ad escludere danni eventuali già presenti prima della partenza.
Sempre dopo aver cliccato nel sito di RZD su "viaggiate con l'auto" è possibile appurare che vi sono altre tratte che offrono la possibilità di trasportare la propria auto sul territorio della Federazione Russa:
Da Mosca ad Adler e viceversa
Da Mosca a Rostov e da Rostov a Adler
Da San Pietroburgo a Adler
Da Mosca ad Helsinki e viceversa
Da Mosca a Pietropalovsk
Da San Pietroburgo ad Astrakan


Buon viaggio !




9 agosto 2017

La Sardegna segreta: dalle spiagge dell'Ogliastra fino al nuraghe Serbissi risalente al 1600 a.C


"Occorre riconquistare tutto e reinventare il mondo"
Maria Lai 
artista di Ulassai


Se vi dicessero che ci sono aree in Italia dove le forze dell'ordine sono visibili quotidianamente e all'opera per far rispettare norme  del codice stradale e limiti di velocità imposti dalla segnaletica, forse vi mostrereste scettici non avendo avuto da tempo di queste esperienze.
Se avete talvolta pensato che certi mercatini di strada siano diventati assai invadenti, limitando spazi ai pedoni, mai avrete assistito ad una scena in cui dei vigili urbani misurano, metro alla mano, i banchi di vendita in un mercatino del fine settimana ed effettuano multe per estensione non autorizzata degli spazi concessi dal Comune.
Credereste poi di essere preso di mira da una candid camera, nel vedere agricoltori e pastori , offrirvi i loro prodotti appena raccolti o la ricotta appena fatta e rilasciarvi regolare scontrino.
Guardereste insospettiti  poi il formarsi di ordinate file di auto, anche con targhe estere, nei pressi di isole ecologiche, dove gentilissimi addetti aiutassero a separare rifiuti e i più disparati tipi di merce, indicandone il giusto contenitore per il corretto smaltimento.
Se poi le alghe di poseidonia, indice di mari non inquinati, avessero invaso nella notte la spiaggia nei pressi di dove soggiornate, vi sembrerà un miraggio vedere apparire per incanto un mezzo meccanico al mattino che ripulisse tutto per consentire ai bagnanti di stendere teli e piantare gli ombrelloni e godere di tali luoghi pubblici, non dotati di stabilimenti balneari ma neanche di parcheggiatori abusivi.
Trovare poi strade ordinate, pulite, ben asfaltate e senza buche o rabberciamenti temporanei, farebbe la felicità di chiunque provenga dalla capitale.
In estate si sa, il consumo di acqua aumenta e produttori e venditori sono lieti che l'aumento delle temperature favorisca i consumi ma da queste parti la spesa non sale di molto poichè non lontano da supermercati e spiaggie si trova un bel distributore di fresche acque anche gassate al costo di 0,5 centesimi al litro e ben in vista si trovano le certificazioni dei controlli periodici effettuati dalle autorità sanitarie.
Detto questo il lettore vorrà conoscere questo luogo irreale, apparentemente utopico  che il titolo aiutava ad individuare nella regione Sardegna ma occorre restringere il campo: siamo nella provincia meno ricca, nota come Ogliastra, che risulta ubicata in posizione decentrata rispetto ai poli attrattivi dell'isola.
Quanto appena descritto è vita quotidiana dalle parti di Tertenia marina, una tranquilla località a 45 minuti di auto dal porto di Arbatax.


Da qualche anno in queste aree non deputate al turismo di massa arrivano anche viaggiatori stranieri, specialmente famiglie con bambini. Siti di affitto multilingua , la diffusione via web di foto e video e l'appetibilità dei prezzi stanno richiamando olandesi, cechi, moldavi, austriaci e molti altri turisti automuniti, in cerca di luoghi tranquilli di mare ma senza la calca e lo strepitìo dei luoghi troppo noti e maggiormente affollati. Un turista austriaco in vacanza a Tertenia marina, dopo aver chiesto lumi in un italiano stentato, su dove portare i rifiuti , ci esprime poi in inglese il suo entusiasmo per aver recentemente acquistato una villetta vicina al mare per una cifra da lui ritenuta molto conveniente.Un'altra famigliola proveniente da Praga chiede ai vicini italiani di insegnare loro come preparare il caffè con la caffettiera in dotazione all'appartamento affittato.

Molti di questi turisti stranieri affollano poi i supermercati, alcuni aperti ad hoc solo nei mesi estivi, i ristorantini locali e le pizzerie all'aperto. Li vediamo tuttavia incerti nella scelta dei cibi, c'è chi parla in inglese e poi si esprime in lingue diverse con i figli al seguito. Alcuni francesi in pizzeria usano l'italiano per ordinare le loro pizze e appaiono già esperti della zona e dei vari esercizi e mercatini locali. Tuttavia in molti hanno difficoltà con le etichette di alcuni prodotti meno familiari o ignoti all'estero. Difficilmente quindi questi villeggianti saranno in grado in una manciata di giorni, di discernere la differenza abissale tra una confezione industriale di ravioli e una prodotta proprio in loco, contenente freschi culurgionis con marchio IGP, prodotti con patate, pecorino locale e menta. Chissà se qualcuno di loro si lancerà nell'acquisto di un barattolo di bottarga ? Certamente nessuno ha mai spiegato loro cosa sia e come si ottiene il prelibato caglio dell'Ogliastra, usato dai locali buongustai a fine pasto come digestivo.
Anche i turisti provenienti , come si diceva un tempo, dal continente non hanno tuttavia le idee chiare sulla differenza tra il pane carasau originario della Barbagia e il pane guttìau realizzato con l'aggiunta di olio e sale e pochi villeggianti alla loro prima esperienza sanno che il pistoccu più legato alla tradizione ogliastrina si apprezza meglio se viene bagnato con acqua prima di gustarlo con salame sardo, pecorino fresco o con la carne di porcellino, magari cotto allo spiedo in qualche ovile di montagna.


Nelle località di maggior transito qualcuno di questi turisti magari già al secondo anno di vacanze in Sardegna riesce a raggiungere i piccoli e nascosti laboratori di pasticceria. Voi potreste cercate quello di Emanuela Pisu a Barisardo ad esempio. In questa tranquilla località non si può non raggiungere la strategica Torre di Barì e poi andare sulla spiaggia percorrendo quasi l'intera pineta e fermarsi per un caffè o un buon panino, da gustare in relax all'ombra del chiosco per antonomasia di Sard Cafè che riconoscerete per la bandiera con i 4 mori e il piacevole sottofondo di musica anni 60.

Apprendere i nomi dei tipici dolci sardi può essere un buon esercizio linguistico e mnemonico per avvicinarsi alla lingua e alle tradizioni sarde. Il nostro suggerimento è quello di redarre un elenco sul cellulare e provare queste delizie acquistandole in diverse località e cominciando a parlare sardo sin dalla primo acquisto o assaggio: magari iniziate da oggi ad esercitarvi aggiungendo l'articolo determinativo plurale Is alle principali specialità : bianchittus, gueffus, pabassinas, pirichittus e pardulas; una bella nuotata o un trekking tra i Tacchi di Osini o per gli esperti, una scalata di free climbing,  di certo consentirà di bruciare  gli zuccheri eventualmente in eccesso.
Se passate da Tertenia da non confondere con Tertenia marina, fermatevi a cena da Berni (seguite la segnaletica) non ve ne pentirete e se vi piacciono i sapori forti della tradizione agro-pastorale e vi solletica il gusto del proibito, chiedete alla sua consorte di assaggiare il caglio e solo dopo, fatevi spiegare come si ottiene.In barba al colesterolo fate incetta di formaggi al grande Caseificio sociale S.Antonio di Tertenia (località S.Pietro) mentre se siete carnivori vi suggeriamo di fare un salto alla macelleria di Giovanni Deiana e apprezzarne i suggerimenti culinari, la loquacità con i clienti d'oltremare e ripetendo le visite e gli acquisti, la sua simpatica e caustica ironia tutta sarda.

Sul web non è difficile trovare immagini delle spiagge dell'Ogliastra: chi ha raggiunto Cala Sisine, Cala Mariolu o Cala Goloritzè o l'estesa spiaggia di Cala Luna ( numerosi tour partono da Arbatax e Santa Maria Navarrese) non avrà nostalgia delle stereotipate e lontane spiagge tropicali. Non stupisce poi leggere in una rivista locale che le foto di queste splendide località siano state riutilizzate sul web ma anche su pubblicazioni turistiche in maniera poco professionale per non dire truffaldina, per convincere il turista frettoloso a raggiungere località che nulla avevano a che vedere con la Sardegna.
Minore appeal risultano avere le località sarde lontane dal mare e nonostante gli sforzi di comuni ed enti anche con l'ausilio di finanziamenti europei, molti siti di interesse archeologico e monumenti naturali ubicati tra monti, gole e canyon spettacolari, raccolgono un esiguo numero di viaggiatori. Comprensibile che chi raggiunge la Sardegna da una grigia località del centro Europa voglia godere delle sue numerose spiagge, ma occorre anche dire che la conformazione dell'isola e la scarsità di mezzi pubblici, dissuade molti dal lasciare la costa. Scarni volantini distribuiti tra bar e pizzerie non ottengono grandi risultati, inoltre i siti web realizzati con l'intento di promuovere il territorio non offrono traduzioni in varie lingue come sarebbe opportuno. Molti dei viaggiatori incontrati , come abbiamo potuto constatare disconoscono la cultura sarda e quando per caso e su nostro invito si trovano a visitare un nuraghe come quello di Serbissi nel territorio di Osini, si meravigliano che tali siti di particolare suggestione siano così poco pubblicizzati. D'altro canto se interrogassimo 100 passeggeri, sia continentali che stranieri su un traghetto di ritorno dalla Sardegna pochi riteniamo, siano in grado di descrivere oltre al tipico nuraghe , le domus de janas o le tombe di giganti.
Vi invitiamo quindi per un giorno o due a lasciare le spiagge turchesi dell'Ogliastra; sia che vi troviate vicini alla tranquilla Foxi manna adatta alle famiglie con bambini, sia che abbiate una predilezione per quella di Barisardo ancor più estesa ma mai affollata: occorre infatti essere buoni nuotatori a causa dell'acqua subito alta ma sempre limpida. Anche chi non è dotato di ombrellone può godere di un'intera giornata al mare vista la presenza di una pineta estesa dove ripararsi dai raggi solari nelle ore più calde della giornata, facili parcheggi e l'ottimo chiosco di Sard Cafè che prepara ottimi panini da accompagnare con birra Ichnusa o gazzosa sarda. Dirigetevi verso i monti passando per Jerzu dove potrete fare incetta di vini tipici Cannonau presso la locale cooperativa:troverete anche vini più estivi sia rosati che bianchi a prezzi molto convenienti. Fate una buona scorta di Goeffus e altri dolci sempre a Jerzu da Luigi Mereu e aggiungete nel vostro zaino altre cibarie del posto e poi inerpicatevi con l'auto, dopo aver superato il paese di Osini verso la spettacolare Gola nota anche con il nome di Scala di S.Giorgio in memoria di un vescovo che invece del mare amava separare le montagne, che diciamolo è più comodo che scalarle. Al punto informativo parcheggiate, pagate 1 euro di contributo a Giorgio ed esplorate i due sentieri opposti che vi consentiranno di apprezzare dall'alto il possente canyon di calcare dolomitico. Avrete la possibilità di proseguire per ulteriori 7 km se avete un mezzo adeguato oppure optate per  le jeep della locale cooperativa  Archeotaccu ( più siete meno costa) che in meno di trenta minuti vi condurranno ai piedi del suggestivo nuraghe Serbissi. Tale struttura  restaurata di recente è ubicata a 960 m. di altezza ed è costituita da tre torri tronco coniche a tholos.

Affacciata su un panorama straordinario che spazia a 360°, include anche la solitaria e mistica Perda e' Liana difficilmente visibile dai luoghi di mare. La torre più elevata, un tempo era costituita da tre piani sovrastati da una terrazza. La sua posizione consentiva il contatto visivo con gli altri due nuraghe presenti ancora nell'area. Tale posizione dominante offre ancora oggi al visitatore, una rara opportunità di immaginare a suo piacere quale potesse essere la vita, rustica o mistica, tra questi boschi incontaminati. Gli archeologi fanno risalire tale insediamento , che include anche resti di 8 capanne, al XVI sec. a.C. Stupefacente la scala elicoidale che segue l'andamento circolare della costruzione e poco si confà con la vita pastorale di questi popoli. Ingegnoso anche il particolare collegamento sotterraneo tra il nuraghe e un'ampia ed estesa cavità di origine carsica che attraversa tutta la montagna ed è dotata di due ingressi assai ampi. Gli archeologi ritengono svolgesse la funzione di deposito di derrate alimentari.I segni evidenti di erosione sulle rocce calcaree denotano il passaggio di un corso d'acqua all'interno della grotta che peraltro è stata utilizzata in epoche recenti da pastori per il ricovero delle greggi o per proteggersi dalle intemperie.
Abbiamo notato poi su uno dei blocchi calcarei della torre centrale del nuraghe alcuni segni ben distinti da quelli lasciati da moderni vandali. Lasciamo agli esperti di antichi alfabeti di illuminarci su tale epigrafe, peraltro non unica tra i nuraghe sardi.
Ci piace ricordare che l'Ogliastra secondo il censimento fatto dalla studioso G. Lilliu vanta ben 306 monumenti nuragici noti ma anche 64 Domus de Janas, 53 Tombe di giganti e 3 Pozzi sacri: c'è quindi molto da esplorare. (online molti suoi studi da scaricare).
Di notevole interesse la flora presente nell'area dei Tacchi: infiniti sono gli aromi e i profumi intensi delle numerose specie botaniche; se appare facile individuare ginepri e corbezzoli, occorre qualche nozione botanica per trovare invece i cisti, mentre il gran numero di alti steli farà individuare senza difficoltà i bianchi asfodeli che peraltro hanno dato il nome al sito di Serbissi. Infatti attraverso un lungo processo di corruzione fonetica il termine sardo arbutthu e arbuss che prende origine dall'antico nome latino della pianta, la quale avendo fiori bianchi, era stata chiamata "albucium" (bianchetto).L'uso degli steli di asfodelo per la realizzazione di cesti è ancora viva in molte aree della Sardegna.Un esperto botanico locale sarebbe utile tuttavia per capire qualcosa circa l'uso alimurgico o terapeutico di tali piante spontanee da parte di queste antiche comunità  che in questa area particolarmente isolata dovevano essere autosufficienti, quindi nutrirsi ma anche trovare rimedi naturali per i malanni tipici del loro tempo.Una curiosità: all'altezza del nuraghe Serbissi non troverete piante di mirto che comincerete a rivedere  ad altezze inferiori, quando vi approssimerete al mare.Se siete patiti di cascate inutile cercarle d'estate; quelle di Lecorci e Lequarci nei dintorni di Ulussai sono da visitare tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Tuttavia in estate potrete visitare l'ampia grotta Su Marmuru a Ulassai:formatasi 150 milioni di anni fa contiene una stalagmite alta oltre 20 metri. Se non conoscete il significato artistico di " legarsi alla montagna" non conoscete Maria Lai e i suoi lavori: quindi per colmare questa lacuna dirigete alla "Stazione dell'arte", per incontrare la creatività di questa artista scomparsa nel 2013.Vi piace fotografare paesi abbandonati? Nell'Ogliastra ne trovate due: la vecchia Osini e le fatiscenti strutture abbandonate e pericolanti di Gairo vecchia.

In quest'ultimo borgo abbandonato negli anni 60 ma frequentato da pastori e patiti di motocross troverete numerosi alberi di fichi, dotatevi quindi di panieri per raccoglierli o gustateli sul posto. In una delle case trovate anche una sorgente d'acqua, forse abbeveratoio di fortuna per caprette in transito. Altisonanti per questo luogo, sono i termini usati sul web per enfatizzarne la curiosità: più che un borgo fantasma dal fascino discutibile lo visiterei con un esperto geologo che utilmente potrebbe narrare perché furono costruite case senza cemento su rocce di scisti friabili. Se è vera l'etimologia che fa derivare Gairo dal greco gairos che sta per " terra che scorre" risulta suicida tuttavia la scelta degli abitanti del borgo che forse non avevano dimestichezza con l'antica lingua greca.
Nonostante gli sforzi profusi dalla Regione Sardegna riteniamo siano in pochi coloro che sono a conoscenza dell'esistenza di una biblioteca digitale facilmente consultabile senza complicazioni di sorta.I patiti di libri di viaggio potranno quindi consultare la encomiabile opera di Alberto La Marmora più noto come militare che come scienziato e scrittore. Stupiscono ancor oggi le misurate descrizioni legate ai suoi numerosi Viaggi in Sardegna: i 4 volumi sono scaricabili accedendo a questo link dedicato alle opere letterarie. Se l'odeporica non vi appassiona allora potrete orientarvi su riviste digitali da tempo pubblicate da Bella Italia o le belle descrizioni della Deledda o il resoconto degli scavi suddivisi per anni e molto altro ancora.
Buona esplorazione, Ajo!

Per saperne di più:
http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=2436&id=555753
http://www.turismo.ogliastra.it/index.html
http://www.sardegnaambiente.it/j/v/152?s=7144&v=2&c=7191&t=1
http://www.archeotaccu.it/
http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=2436&s=17&v=9&c=4460&id=222956



9 aprile 2017

10 strane cose da fare a San Pietroburgo ( adatte ai nuovi residenti, agli espatriati e ai viaggiatori audaci)

Esplorando il web e navigando tra i forum dedicati a San Pietroburgo si intuisce quanto stereotipata e quindi limitata sia la conoscenza di questa città. Parlando poi con amici italiani qui residenti ma anche russi, si coglie la sensazione che questa metropoli  riveli meno di quello che cela o conserva e solo dopo lunghi ripensamenti disveli pur centellinandoli i suoi tesori . Luoghi, storie e attività  vanno quindi ricercati con un pizzico di caparbietà e perseveranza ma confidando anche alla maniera degli antichi , nell'aiuto della dea Fortuna ma anche di Google map.
Una delle caratteristiche salienti infatti di un viaggio nella città fondata da Pietro il Grande è proprio quella di offrire una varietà di esperienze non standardizzate che possono integrare la classica sequenza: Ermitage, Palazzo di Caterina II, Chiesa del Salvatore sul sangue versato, gita in battello tra i canali ed escursione al Peterhof. Naturalmente è d'obbligo lo struscio su Nevskij condito o meno con borsh, blinì, pishky,matriosche, magneti per frigo, aringa impellicciata e filetto alla Stroganoff.
Da queste considerazioni nasce l'idea di regalare ad amici e futuri viaggiatori, una selezione di una decina di cose da fare che non trovate nelle guide in commercio e che i tour operator difficilmente vi proporranno. La scelta deriva dalle nostre personali escursioni protrattesi per vari anni in questa metropoli nordica con al seguito amici, parenti e pargoli di varie età.
Scegliete dall'elenco quelle attività che più si adattano al vostro spirito esplorativo e se avete qualche dubbio o siete in cerca di maggiori stranezze, scriveteci usando  il guestbook.

1)Fotografare rari fiori tropicali nella serra del Giardino Botanico di Pietro il Grande 


Anche in periodi non turistici quindi anche nei freddi mesi di gennaio o in aprile quando molti giungono qui a nord approfittando delle vacanze di Pasqua, è possibile visitare le serre tropicali del Giardino Botanico di San Pietroburgo. Anche quando all'esterno fa freddo, le temperature dentro le serre saranno di oltre 25°. L'ingresso costa 300 rubli ed è consentito solo con visita guidata e solo in lingua russa ad orari fissi. Se avete tempo disponibile richiedete anche un ulteriore biglietto (200 rubli) per esplorare da soli stavolta, la serra Sub-tropicale ricca di splendide azalee già da fine marzo.
Potrete, rimanendo in coda al gruppo, effettuare originali foto con tutta calma. Le sorprese non mancheranno e potrete mostrare ai vostri amici le inusuali immagini "tropicali"scattate in Russia, come questo esemplare in alto: si tratta del fiore dell'albero del baobab; l'etichetta ne riporta il nome botanico: Adinsonia za originaria del Madagascar.

Indirizzo del Giardino Botanico: Ul. Professora Popova 1
Metro:Petrogradskaya poi aiutarsi con una mappa o Google map.
PS: evitate le macchine automatiche per tè e caffè: entrambi imbevibili.

2) Portare nocciole ai socievoli scoiattoli del Parco di Pavlosk

I cittadini russi che si recano nel magnifico Parco di Pavlosk, raggiungibile facilmente in treno da San Pietroburgo, sono di solito ben forniti di nocciole e semi vari reperibili nei supermercati ma disponibili anche all'ingresso del parco.
Queste leccornie saranno utili per attirare facilmente i numerosi scoiattoli che vivono negli oltre 200 ettari di parco. Noterete che anche gli uccellini sono avvezzi a prendere il cibo offerto, specie quando la confusione è minore o quando la fame è inversamente proporzionale alla temperatura. Un paio d'ore al parco dotati di viveri e bevande vi consentiranno di apprezzare l'opera dei paesaggisti, anche italiani, che sin dal tempo dello zar Paolo I hanno creato queste oasi di verde e di relax.
Il treno per Pavlosk parte dalla stazione Vitebsky (nei pressi della metro Pushkinskaya) e  numerose sono le corse giornaliere. Il tragitto è di circa 35 minuti. Accedete dal lato destro della stazione dove troverete una biglietteria dedicata, salite dopo i tornelli le scale per raggiungere il binario di partenza.
Acquistate 1 biglietto di solo andata;(dite Tudà, bies abratna); vi consigliamo infatti di tornare in città
con uno dei minibus (299) che sostano all'ingresso del parco e che vi condurranno alla metro Moskovskaya senza dover attendere il treno per il ritorno.

3) Raggiungere il villaggio di Repino affacciato sul mar Baltico per provare l'ebbrezza di una tintarella sul Golfo di Finlandia.


Il villaggio di Repino è a nord di San Pietroburgo e prende il nome dal pittore russo Repin (molte sue opere sono al Museo Russo) che tra i boschi di questo villaggio un tempo chiamato Kuokkala essendo in territorio finlandese, aveva costruito la sua abitazione-studio, oggi preservata e ancora visitabile nella suggestiva tenuta detta dei Penati: dal nome degli  dei protettori del focolare domestico, in uso pressi gli antichi Romani.
Estese spiagge di sabbia dorata, bordate di balsamici abeti caratterizzano questi luoghi mai affollati che si affacciano sul mar Baltico.
Anche in inverno lo spettacolo delle onde del Baltico gelate è inusuale, basta solo avere gli indumenti adatti.

Si raggiunge Repino con l'autobus 211 ; raggiungetene il capolinea nei pressi della metropolitana Chornaya Rechka; la bigliettaia vi chiederà la vostra destinazione: direte " Penati" o " Musej Rjepina" in russo: se avete un navigatore sullo smartphone potete verificare l'approssimarsi della meta.
Scenderete proprio davanti alla suggestiva residenza museo di Repin che potrete visitare con guida registrata in cattivo italiano (verificate gli orari) magari dopo aver passato un po' di tempo al mare, raggiungibile dopo aver attraversato la strada con cautela inoltrandovi sulla collinetta tra gli abeti.
Nelle vicinanze del parcheggio troverete un ristorante turistico e delle toilette pubbliche, spesso affollate di signore Avendo invece la disponibilità di un'auto raggiungete la vicina Kamarovo dove si trova Ruskaya Ribalka un bel ristorante con un ricco menù e numerose terrazze soleggiate o protette affacciate sul mare.
Se non è ora di pranzo rifornitevi di bignè con panna (alla cassa ) da consumare tra i boschi o sulla spiaggia ma se vorrete cimentarvi nella pesca, canne e storioni sono a vostra disposizione in un minuscolo laghetto ma poi vi toccherà pagarli e anche mangiarli.

4)Collezionare idilliaci paesaggi pittorici nella cittadina di Gatchina

Gatchina: il lago nero e il Priorato di Malta in autunno
La cittadina di Gatchina dista circa 45 Km da San Pietroburgo ma nonostante sia presente una reggia imperiale e magnifici giardini paesaggistici è pressoché ignorata dai turisti.
Ad eccezione del periodo invernale quando i diversi laghi gelano e tutta l'area assume un colore uniforme, sia in estate ma soprattutto in autunno, l'intero parco che circonda il palazzo imperiale regala paesaggi con colori straordinari che richiedono tuttavia una certa predisposizione alla lentezza per poter cogliere da diverse angolazioni i giochi di luce, i riflessi e le simmetrie vegetali sulle acque dei tre laghi.
Nell'area hanno lavorato come progettisti due italiani: Antonio Rinaldi e Vincenzo Brenna che oltre a dedicarsi al palazzo, hanno messo in pratica i dettami di J.J. Rousseau nella composizione dei vari elementi del parco: si devono a loro i nomi di Lago bianco, Lago nero, Lago d'argento. Andate magari alla scoperta dell'isola dell'amore o del padiglione di Venere.Nella foto potete vedere un esempio del paesaggio autunnale del lago nero, con al centro il Priorato dei Cavalieri di Malta progettato da Nikolaj Lvov: l'eclettico architetto fu un antesignano nell'edilizia eco sostenibile infatti utilizzò terra cruda per  realizzare tale struttura nel 1799.
Il complesso paesaggistico nasce tuttavia nel 1765 quando Caterina II fece dono al suo favorito, il conte Grigorj Orlov  di questa tenuta usata inizialmente come riserva di caccia.
Sarà poi dimora  di ben 4 zar: Paolo I, Nicola I, Alessandro II e Alessandro III

Gatchina è facilmente raggiungibile in circa un'ora con il treno assai frequente che parte dalla stazione Baltiskaya. Il Palazzo imperiale e il parco si raggiungono in 10 minuti a piedi dalla stazione.
Utilizzando invece uno dei minibus  K18, K18 A (marshrutka) che stazionano a Moskovskaya, alle spalle della statua di Lenin, potrete scendere un po' prima del Palazzo imperiale e approfittarne per passeggiare nella cittadina nei pressi della cattedrale dai campanili blu e magari per  fotografare o raggiungere il Priorato di Malta posto separatamente e a sinistra del parco di Gatchina. Meglio portare viveri e bevande al sacco: calcolate almeno 2 ore per un'esplorazione del parco con poche soste e tre ore se siete fotografi pignoli. Il parco è gratuito ma assai esteso. Le toilette sono vicine al ponte, visibile appena entrati svoltando a destra del palazzo.


5)Andare in metrò ai laghi di Ozerki per prendere il sole, fare sci nautico o praticare il surf su onde artificiali.

Un tempo Ozerki che in russo si traduce con "stagni", era una zona periferica dove si trovavano poche dacie in legno di proprietà di artisti e imprenditori.
Oggi l'area è completamente urbanizzata e dotata di supermercati, bus e metropolitana. Difficile però vedere turisti da queste parti. Qui si possono tuttavia cogliere vari aspetti della vita russa non visibili passeggiando su Prospettiva Nevskij.
Incontrerete specie quando fa caldo le seguenti categorie:donne in tuta con cagnolino a passeggio; ragazze intente a spalmarsi di crema solare e attempate signore concentrate sulla spiaggia nell'obiettivo di immolarsi al dio sole e far giungere i raggi solari nei punti più reconditi; gruppetti di uomini di etnie varie intenti a rosolare salsicce su griglie minuscole; ciclisti in corsa lungo i sentieri, pescatori pazienti, famiglie con prole con vagoni di cibarie e giovani intenti a fare sci nautico trainati da un sistema automatico rotante.

Se volete provare tutto questo o parte di esso, prendete la metropolitana e scendete a Ozerki (linea 2 blu); attraversate utilizzando le strisce l'ampia Viborgskoye Shosse e sarete davanti al primo lago che si chiama Suzdal: se è estate portate il costume e bevande fresche; per la stuoia andate prima al supermercato vicino alla metropolitana.Evitate di andarci di sera anche se vi sembra chiaro.
Facendo poi il periplo del lago arriverete al secondo laghetto dove si trova il centro sportivo Sunpark e che potrà fornirvi di tutto il necessario per praticare lo sci nautico; un gommone è pronto a recuperarvi se doveste mollare il gancio trainante che consente di percorrere un itinerario ad anello che comprende trampolini di varia difficoltà non adatti certo ai neofiti. Vi interessa il surf ? Qui potrete scivolare su onde artificiali all'interno di un impianto tecnologico che consente di praticare questo sport lontano dal mare e con qualsiasi situazione metereologica.

6)Pescare, navigare sul Baltico, andare in bici o fare una gita romantica in barca sull'isola di Yelagin.

L'isola di Yelagin è uno dei luoghi preferiti dagli abitanti di San Pietroburgo per rilassarsi durante il fine settimana. Nei 94 ettari del suo territorio si trovano laghetti, canali, ponti, sentieri ciclabili e strutture sportive inclusa una spiaggia che si affaccia su un ramo della Neva. Nel parco Kirov al suo interno si possono praticare diverse attività
oppure semplicemente stare sdraiati a prendere il sole (in estate ovviamente).In inverno si pratica lo sci di fondo o si passeggia sulla Neva gelata.
Si trovano biciclette a noleggio, qualche chiosco per snack e bevande e un modesto bar ristorante.
Una buona soluzione per esplorare l'isola è percorrerne i diversi canali con una barchetta o un pedalò facilmente noleggiabili (i vari punti sono visibili sulla mappa all'ingresso).
Se volete cimentarvi nella pesca basta procurarsi una canna economica  e poi attendere con calma; in alternativa se sapete qualche parola di russo cercate di socializzare con chi ha già posizionato la canna e magari dividete con lui biscotti, una birra o ricette di pesca. Non sappiamo tuttavia se occorra una licenza per la pesca amatoriale; noi non abbiamo mai visto controlli nei parchi.

L'isola di Yelagin si raggiunge facilmente con la linea 5 della metropolitana scendendo a Krestovskij ostrov proprio davanti al Luna Park (Divo Ostrov).Usciti dalla metropolitana dirigetevi a destra e in pochi minuti raggiungerete il vicino ponte sulla Neva grande dove si trovano le biglietterie del Parco Kirov. Il costo è irrisorio.
Superato poi il ponte e proseguendo, sul lato sinistro del parco si trova l'ormeggio di una imbarcazione che effettua un interessante tour di un paio d'ore a orari fissi giungendo sul mar Baltico e poi rientrando in città. Tornati sui vostri passi e superato il ponte, svoltate a destra per raggiungere un battello-ristorante nel caso in cui il movimento vi abbia fatto venire fame: vi consigliamo carni alla griglia. Nell'area ma vicino allo stadio si trova anche un brioso ristorante in stile bavarese: Fredrerik  si anima in estate e durante il periodo dell'October fest allorquando decine di cameriere in tipico costume fanno la spola per servire i numerosi clienti seduti ai tavoli ai vari piani del locale o in terrazza.


7)Andare al Museo zoologico per ammirare uno smisurato scheletro di balena blu, fotografare la rara tigre dell'Amur, farsi un selfie con un mammuth di 400.000 anni, guardare negli occhi un dugongo e cercare un rarissimo esemplare di Mucca di mare di Steller.

Museo zoologico di San Pietroburgo: tigre di Amur
Il Museo zoologico di San Pietroburgo non rientra nella terna dei più gettonati musei della città. La ragione nasce forse dall'idea che esso non abbia niente di più di tanti altri musei del genere sparsi per il mondo o che San Pietroburgo non sia un luogo adatto a viaggi con bambini.
Entrambi queste supposizioni sono errate.
Molti viaggiatori dimenticano di trovarsi a oltre tremila km da casa e in un paese tra i più estesi al mondo dove le esplorazioni sono iniziate ad opera di illustri personaggi come Simon Pallas, Vitus Bering e Przhevalsky. Numerosi sono stati gli scienziati e naturalisti che da oltre tre secoli hanno raccolto, analizzato e conservato per le successive generazioni esemplari di flora ma anche di fauna di ogni ambiente, terrestre, marino e aereo.

Avendo l'accortezza di evitare i periodi di vacanze scolastiche, recatevi al Museo con macchina fotografica e scorta di batterie. Vi accoglierà lo scheletro completo del più grande mammifero vissuto sulla terra: una smisurata balena blu che raggiunge i 27 metri di lunghezza.
Numerose sono le ricostruzioni degli ambienti che includono varie specie di animali, note e meno note:i più piccoli si appassioneranno alle colonie dei pinguini ma non mancano renne, alci e i piccoli fennec abitatori dei deserti.Numerosissimi sono gli uccelli e non mancano certo quelle specie tipiche degli ambienti siberiani:potete senza timore avvicinarvi ad una splendida Tigre dell'Amur e ripetere lo scatto che trovate in questo post.Qui si trovano inoltre vari esemplari di mammuth di diversa età incluso il minuscolo Baby Dima. Potrebbe esssere istruttivo avere un faccia a faccia con dugonghi e lamantini;osservate l'incredibile architettura dalle strane forme elicoidali di alcune spugne marine: vi rammenterà la struttura di uno stent , ammesso che ne abbiate mai visto qualcuno.
Andate a cercare la rarissima Ritina di Steller nota anche come Mucca di mare di Steller (Hydrodamalis giga): si tratta di un mite e indifeso mammifero erbivoro, scoperto nel 1741 dal medico naturalista G.W.Steller durante la Grande Esplorazione a Nord di Bering, finanziata dall'impero russo al fine di cercare un passaggio verso il continente americano e intraprendere nuovi rapporti commerciali con i coloni americani.
Guardando questo raro scheletro (un altro sta in Finlandia) potreste riflettere sulla rara capacità dell' Homo sapiens di distruggere una pacifica specie vivente in tempi brevissimi: dalla sua scoperta avvenuta nel 1741, ci sono voluti solo 27 anni per decimarne l'intera specie e far estinguere per sempre questi mastodonti marini.

Il Museo Zoologico di San Pietroburgo che nel 2017 compirà i 185 anni, si trova sull'isola Vasilievsky al N°1 del Lungofiume dell'Università ed è facilmente raggiungibile attraversando il ponte Dvortsovy most  a poca distanza dall' Ermitage e subito prima del Museo detto KunstKamera che fu il luogo da cui sono originate le collezioni dei reperti naturalistici acquistate e raccolte dallo zar Pietro il Grande.
Il giorno di chiusura è il martedì e ogni secondo mercoledì del mese per operazioni di pulizia.


8)Provare un incontro ravvicinato con decine di farfalle di ogni forma e colore che si poseranno senza timore sulle vostre mani  e assistere in diretta alla nascita di una farfalla.

Al contrario delle nostre italiche complicazioni, a queste latitudini chi ha un'idea di business valida e in grado di generare profitto, non trova molti ostacoli. Creare luoghi dove grandi e piccoli possono provare l'esperienza di vivere per un breve lasso di tempo a diretto contatto con variopinte farfalle tropicali sembra incontrare il favore del pubblico russo che apprezza tali iniziative che sono tuttavia ignorate o misconosciute dai turisti presi dai loro frenetici tour imperiali
Se avete sempre desiderato fotografare una farfalla tropicale o tenerne una sul palmo della mano, qui a San Pietroburgo potrete finalmente soddisfare questo desiderio per pochi rubli.
In città di giardini con farfalle è possibile trovarne un certo numero, ma crescendo l'attività con nuovi partner in franchising potreste trovarne uno più comodo per voi: guardate i manifesti nelle classiche rivendite di biglietti per eventi e spettacoli.
Uno non lontano da Ulitsa Marata in centro lo trovate al Centro Mindo in Улица Правды, дом № 12 (Ulitsa Pravdij edificio 12). Un'altro in attività da vari anni è ubicato non lontano da Sennaya ploshad in Мучной пер, 3, (Muchnoj pereuloq 3 ). I prezzi variano da 250 a 500 rubli con un pacchetto famiglia per 4 a 1200 rubli.

9)Fare un bagno tra gialle ninfee fiorite e poi fare un picnic sulle rive di un lago che sembra di montagna mentre in realtà siete ancora a San Pietroburgo nel Parco Shuvalovsky, considerato monumento storico pubblico.

Il parco Shuvalovsky è quel classico luogo di cui in molti hanno sentito parlare ma pochi realmente possono dire di aver visto.
Ovviamente non si trova nelle aree turistiche della città e questo certamente lo rende a prima vista irraggiungibile per chi ha scarsa dimestichezza con la lingua russa utile per trovare l'opportuno mezzo di trasporto.
Non si trova neanche nelle guide turistiche in altre lingue ma a dispetto di tutto questo è riconosciuto come luogo di interesse storico pur essendo frequentato solo dagli abitanti della zona e da qualche sportivo in vena di impegnative scalate in mountain bike o discese repentine con sci e slittini in inverno.
Facile intuire dal nome che il parco e il lago faccia parte di un' antica tenuta appartenente alla famiglia Shuvalov, di cui un Peter Ivanovich Shuvalov (1711-1762) prima cadetto alla corte di Pietro I, fu nominato conte in seguito ai servigi militari prestati al tempo di Elisabetta Petrovna.
Numerose, complesse e incerte sono le vicende riguardanti questa area che molto prima che nascesse San Pietroburgo era frequentata da famiglie finlandesi.Vi sono vari siti che offrono informazioni aggiuntive ma dovrete tradurli dal russo. L'idea comunque era solo quella di stimolarvi a raggiungere questo idilliaco luogo in una bella giornata estiva e seguire l'esempio dei russi presenti: troverete chi fa il bagno tra le ninfee fiorite, chiacchierando a lungo nell'acqua, chi prepara pesce o carne alla brace e chi passeggia in lungo e largo per il parco provando a scalare il Parnaso - una collinetta rara da queste parti che eleverà il vostro sguardo fino a 61 metri d'altezza e se il cielo è limpido vi consentirà di vedere la cupola di Sant'Isacco. Un'altra curiosità sono i due laghetti di origine artificiale risalenti al XVIII secolo che hanno una forma assai curiosa rappresentando uno il cappello e l'altro la giubba di Napoleone.(Si riconoscono meglio con Google map, sebbene la vegetazione abbia modificato in parte il disegno originario).Nel parco troverete anche una chiesa gotica progettata da Alexander Brjullov e una imponente dacha costruita da Messmacher, ma vi lascio il piacere di individuare da soli tutto questo e altro ancora.

Il modo più semplice per giungere al Parco Shuvalovsky è arrivare in metrò a Ozerki e poi prendere un minibus su Viborskoe shosse che vi lascerà alla fermata più vicina all'ingresso del parco. In auto se avete un navigatore dovrete impostare la località di Pargalovo e poi deviare nelle vicinanze del parco parcheggiando su Parkovaya ulitsa, appena vedrete uno slargo a sinistra nei pressi di uno degli accessi visibili a destra, da cui si dipartono i sentieri segnalati da cartelli. Meglio portare cibi e bevande se vorrete godere della tranquillità di questa oasi ricca di abeti centenari e rare orchidee.


10)Andare alle origini delle "Montagne russe" visitando il Parco imperiale di Lomonosov dove si trova la stazione di partenza progettata da Antonio Rinaldi per una complessa struttura avente lo scopo di divertire la corte di Caterina II .

Lomonosov è una località a ovest di San Pietroburgo, dove è ubicato uno dei più antichi Palazzi Imperiali denominato Oranienbaum.
Menshikov, principale consigliere di Pietro il Grande aveva costruito nella tenuta non lontana dal Golfo di Finlandia una residenza estiva che alla sua morte  era stata nuovamente acquisita tra i beni imperiali. Nel 1743 l'imperatrice Elisabetta ne fece dono al nipote, il futuro zar Pietro III.
Anche Caterina II, pur se per brevi periodi utilizzò la reggia accogliendo importanti ospiti nel suo personale padiglione cinese: difficile sintetizzarne il complesso contenuto artistico che un architetto come Benois sintetizzò con: "un risultato pari ad una sinfonia di Haydin o Mozart".
Sebbene nella fase iniziale di progettazione, Menshikov avesse impiegato l'architetto Rastrelli, in seguito Pietro III chiamò Antonio Rinaldi per la realizzazione della maggior parte degli edifici ancora visibili nel Parco di Lomonosov.
Quello nella foto a destra è uno dei gioielli barocchi nati dal genio e creatività di Rinaldi: in russo è noto come Katal'naya gorka traducibile con "montagne russe" anche se questo termine nacque molto tempo dopo di questa realizzazione ad opera di imprenditori che prima esportarono l'idea in europa e poi subendo modifiche e miglioramenti si diffuse in America. Difficile a prima vista associare tale elegante struttura color pastello con delle montagne russe ma ciò è dato dal fatto che quello che appare in foto è solo la stazione di partenza ubicata al secondo piano dell'edificio, ad almeno 20 metri di altezza. Da queste terrazze decorate un tempo da centinaia di vasi di alabastro si dipartivano delle rampe in legno che attraverso 160 piloni e 772 colonne costituivano un percorso di 532 metri che garantiva una discesa per inerzia di slitte riccamente decorate in forma di animali, gondole e carri trionfali con a bordo i membri della corte: gli uomini stavano dietro in piedi e le signore erano sedute comodamente davanti. Un ingegnoso meccanismo riportava, finita la corsa, le slitte al piano di partenza per prolungare all'infinito il divertimento.La struttura in legno non ha superato la prova del tempo, mentre oggi dopo vari anni di incuria anche gli interni ideati da Rastrelli e realizzati da decine di artigiani italiani sono stati egregiamente restaurati e sono visitabili a pagamento.
Potrete dedicare un paio d'ore al complesso di Lomonosov, mettendovi però subito in coda per l'acquisto dei biglietti al padiglione cinese e poi esplorando il resto del parco caratterizzato da una certa naturalità e ben diverso da quello curatissimo e ricco di fontane e giochi d'acqua del Peterhof.

Il modo migliore per raggiungere Lomonosov è con il comodo treno che parte dalla stazione Baltiskaya e che in un'ora vi porterà a destinazione. Il parco è a una decina di minuti dalla stazione. Evitate i venditori di telefoni:  sono per lo più rubati a San Pietroburgo.
Dalla metropolitana Avtovo (attraversata la strada con il sottopasso) partono invece varie marshrutke che portano al Peterhof e proseguono poi per Lomonosov. Sono assai frequenti ma più affollate in estate.

Buona esplorazione !